Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post

giovedì 23 novembre 2017

Natale è qui!

Alla fine Natale sta arrivando...

Giusto ieri sera ho svolto con i miei alunni serali del corso di inglese una scheda sul Thanksgiving, il Ringraziamento americano (che Italia viene oscurato dal "Black Friday") che è generalmente l'anteprima del Natale. Non a caso, un mese oggi sarà la famosa "antivigilia", uno dei due giorni in cui si corre freneticamente di negozio in negozio alla ricerca dei regali dell'ultimo minuto.

Adoro da sempre l'atmosfera natalizia. La musica, i film di Natale, l'abbondanza di dolci e dolcetti e i profumi tipici che trasmettono calore, serenità, bontà (anche se tutto è purtroppo apparenza...).

Negli ultimi due anni il mio albero di Natale è stato questo:


Si tratta vecchio albero misura 1,80 m dismesso dai miei genitori che ho utilizzato per casa mia. Le palline le ho comprate tutte due anni fa con colori "moderni" e un po' diversi dai classici colori natalizi, l'ho fatto per abbinare l'albero ai toni del mio appartamento. Quest'anno tuttavia ho dovuto acquistare un nuovo albero. In primis perché quello vecchio ormai iniziava a spelacchiarsi ma anche perché, con quella pestifera di Brianna, un albero a terra sarebbe durato nemmeno una giornata. 

Ho dovuto quindi optare per un modello più piccolo di 1,50 m che metterò sulla madia, sempre con la speranza che non le venga la brillante idea di salirci... Ne ho approfittato anche per rinnovare un pochino le palline.



Utilizzerò sempre quelle bianche ma aggiungerò a queste, prese da Lidl e dai cinesi (miei fornitori ufficiali).
Ovviamente non mancano le altre decorazioni di "accompagnamento", queste sono alcune delle nuove ma ne ho delle altre in garage e qualcuna la devo ancora acquistare (sto pensando ad una ghirlanda per contornare la porta di ingresso!).


Successivamente ho comprato anche una lanterna bianca...

Un'altra attività che adoro è incartare i regali! Si tratta di un rito che io e il mio compagno abbiamo da ancor prima di iniziare a convivere. Circa una settimana prima di Natale dedichiamo una serata (un sabato o una domenica) ai pacchetti, spesso bevendo una cioccolata calda. 
L'anno scorso ho anche preparato dei sacchettini con biscotti da abbinare ai doni, vi lascio qui la foto.



Li preparerò sicuramente anche quest'anno, magari cambiando impacchettamento e forma. Fare i biscotti mi rilassa sempre e mi escono bene!
Come ho scritto nel post precedente, vorrei fare dei vlog anche solo per "ricordare" il Natale che poi sarebbe il primo Natale con Brianna! Ho già acquistato un cerchietto delizioso da metterle per preparare i biglietti natalizi! 
Vedremo se riuscirò... intanto cercherò di registrare l'allestimento dell'albero, che penso farò sabato o domenica!

Al prossimo post. 

martedì 14 novembre 2017

Non cambio mai

Credevo che sarei stata puntuale nella pubblicazione dei post e invece, anche questa volta...



Negli ultimi mesi la mia vita ha subito diversi cambiamenti. Il primo è stato...

LEI 

Appena arrivata a casa, neanche 2 mesi.


Oggi, 6 mesi. 


Brianna è decisamente il cambiamento più grande. Come vi ho già scritto, ho già avuto cani, ho già avuto questo tipo di cane ma ovviamente ognuno è uguale e lei è veramente, decisamente, incredibilmente PESTIFERA.

... ma la adoro, ovviamente. 

Avendo io un lavoro "mutevole" facendo ripetizioni/ lezioni a ragazzi, ogni anno cambia qualcosa. Ho perso 3 ragazzi, ne ho presi altri 3 e ho iniziato a tenere un corso di inglese per adulti, oltre ovviamente alle mie traduzioni, quelle continuano sempre. 

Ho subito un lutto di un familiare, dopo un periodo comunque veramente difficile. Ho vissuto delle vacanze strane, dei periodi ancor più strani. 

Insomma cose belle, cose brutte, cose tristi, in parole povere = VITA. 

Voglio però tornare a scrivere sul mio blog e il mio intento, ad onor del vero, sarebbe girare dei Vlogmas su YouTube (ho un canale ma non ho mai avuto il coraggio di pubblicare nulla) e anche dei post natalizi.

Vedremo un po'... Nel frattempo vi saluto e vi do appuntamento a domani!

mercoledì 7 giugno 2017

Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Haruki Murakami - Recensione

Oggi inauguro una nuova tipologia di post, annunciata un anno fa e mai partita... 

Le recensioni di libri!


Da tempo utilizzo il Kobo che vedete in foto che mi permette di leggere MOLTI più libri e di risparmiare spazio. Certo, a volte ho ancora il desiderio di acquistare volumi cartacei ma... per questioni di praticità ed economicità mi accontento. 

Bando alle ciance, parliamo del libro. 
Non vi scrivo la trama, anche perché lo ritengo piuttosto inutile. In questa mia recensione (e nelle successive) voglio esprimere il mio pensiero e mi piacerebbe ricevere commenti con risposte e altre opinioni per dialogare con chi il libro lo ha letto. 
L'ho finito in circa una settimana, tra una pausa di lavoro e l'altra (do lezioni private di lingua e traduco testi, non so se l'ho già detto).

Premessa: è il primo libro TRADOTTO in italiano che leggo da almeno sei anni. Leggo praticamente sempre narrativa inglese/americana o classici francesi/inglesi, sempre in versione originale e quindi non sono più abituata alle traduzioni e, non so voi, ma la noto sempre la differenza.
Per tutto il libro ho avuto l'impressione di leggere traduzioni "alla larga", "approssimative" pur non sapendo NULLA della lingua originale, il Giapponese in questo caso. Leggendo testi tradotti nelle due lingue straniere nelle quali mi sono specializzata mi accorgo subito, se la traduzione è fatta male, di eventuali note "stridenti" e il libro in sé mi è parso tutto una canzone piacevole cantata da una voce leggermente stonata, ai limiti dell'accettabile. Perdonatemi il paragone spicciolo.

Tralasciando questa, soggettiva, sensazione, mi sono approcciata a questo libro come generalmente faccio leggendo mostri sacri della letteratura contemporanea e un pochino ne sono rimasta delusa. Con questo, non sto dicendo che il libro sia scadente, solo che al termine della lettura ho pensato "Tutto qui?". 
Il tema trattato è senz'altro interessante ma il personaggio protagonista e narratore quasi "di pongo" non me l'ha fatto apprezzare fino in fondo. I personaggi secondari li ho ritenuti ben più interessanti, anche se, pure lì, ho notato tante, tantissime forzature nei dialoghi e negli atteggiamenti. Il fatto poi che il protagonista sia stato accostato nel testo stesso ad Holden Caufield di "The Catcher in the Rye" ("Il Giovane Holden" in italiano) me l'ha reso ancora più antipatico perché, personalmente (e so di perderci la reputazione da  laureata in letteratura inglese dicendo ciò) ho detestato quel romanzo e quel personaggio con tutta me stessa.
Tuttavia la cosa che più mi ha dato VERAMENTE fastidio è la presenza costante di scene di sesso e discorsi a sfondo sessuale TROPPO espliciti e che buttati quasi random in momenti seri o riflessivi distolgono l'attenzione dal contesto e dalla situazione narrata. Mi riferisco per esempio all'ultimo incontro tra Naoko e Watanabe nella "clinica". La scena che poi lui ricorderà alla fine del libro, accostandola alle tante cose che gli rendono impossibile credere che Naoko sia morta, in questo frangente il sesso "crudo" è del tutto gratuito. Un momento così delicato, un incontro tra due persone con una relazione così fragile e particolare meritava una scena sicuramente meno esplicita. Avrei preferito un momento intimo quasi etereo e patinato che si andasse a creare con naturalezza e con altrettanta naturalezza terminasse, senza brusche cesure, come invece è stato. 
In più di un'occasione i dialoghi dei personaggi mi sono sembrati infantili e provenienti dalle bocche di ragazzini di 12/13 anni e non certo da giovani adulti o da adulti, nel caso di Reiko. Commenti su "falli", "pratiche" o quant'altro si  potrebbero benissimo eliminare, senza nulla togliere al romanzo che peraltro offre anche scene bellissime come quella tra Naoko e Watanabe prima che la prima venga ricoverata (ancora una volta NON la scena di sesso, ma il momento del pianto "inspiegabile" in quel punto del romanzo), la visita in ospedale del padre malato di Midori, la lettera di Midori alla fine del libro che rimprovera Watanabe per non essersi accorto del taglio di capelli. Oppure ancora la notizia, quasi in sottofondo, della morte per suicidio di Hatsumi (avvenuta però al di fuori dell'arco della narrazione, nel futuro) fidanzata bistrattata di Nagasawa, con quella meravigliosa scena quasi "simbolica" della porta che si chiude indicata come momento "finale" della vita della ragazza. 
In generale l'atmosfera del libro, più precisamente le azioni dei personaggi, mi sono sembrate un inspiegabile alternarsi di conformismo e staticità con picchi casuali di follia e no-sense (esempio Midori che insiste "Andiamo a vedere un film porno?"). Anche se, lo ammetto, è una sensazione che ho SEMPRE vedendo o leggendo qualcosa di asiatico e che notavo anche diversi anni fa quando leggevo centinaia di manga. Forse la cultura asiatica è veramente troppo lontana dal mio "mondo" per permettermi di apprezzarla a dovere. Decisamente sono più abituata a gesti plateali, ad emozioni esplosive, a passioni laceranti e senza controllo.

In conclusione sono felice di aver letto questo romanzo che da tempo mi attendeva nella mia wish-list, tolte le "storture" assolutamente soggettive che ho notato leggendo il libro, posso dire di aver avvertito delle emozioni positive nella lettura. Si tratta pur sempre di un bildungsroman e dunque la graduale evoluzione della storia è un suo elemento chiave. Tuttavia, come lo stesso autore scrive nella postfazione, è un romanzo molto scorrevole che si fa leggere senza difficoltà ed essendo 300 pagine, quindi una dimensione "media" per un romanzo, non è veramente cosa da poco.

Dunque ora procedo con la lettura successiva che sarà "Angela's Ashes" di Frank McCourt... alla prossima!

martedì 10 maggio 2016

L'inizio della mia nuova avventura: LA MIA PRIMA CASA.

Come primo post, ho deciso di parlarvi della mia prima casa, partendo dalla ricerca fino ad arrivare alla situazione attuale. Il post che state leggendo in realtà doveva essere destinato ad un altro blog che non ho mai creato e... nulla, spero troverete il mio racconto interessante!



20 Settembre 2015,

inizia la mia avventura. 
A 25 anni compiuti da poco più un mese, facendo conto su un paio di lavori qua e là (un lavoro di agente di vendita, uno di ufficio part-time, qualche traduzione, qualche lezione privata di inglese) e del generoso sostegno economico e morale dei miei genitori, decido che è arrivato il momento di spiegare le ali, di volare via dal nido che ho abitato per così a lungo e prendere finalmente una casa MIA. Ovviamente non sono sola in questa mia scelta, il mio "compagno di avventura" è G., il mio ragazzo da ormai quattro anni e mezzo (ora 5!)
Dovete sapere che sono viziata, sono soggetta a manie di grandezza e quei due santi che ho per genitori mi hanno sempre dato ogni cosa. Ho vissuto per anni in una villetta indipendente di due piani con ampio giardino e box. Ignorando la precarietà economica mia e del mio ragazzo (anche lui part-time d'ufficio e qualche lavoretto di disegno/progetto per "tirare avanti") ho sempre PRETESO che la mia prima casa sarebbe stata una villetta, magari indipendente. 

Questo, prima di sapere quanto costasse comprarne una anche in una zona periferica come quella in cui abito. Questo quindi è stato il primo "colpo", la prima delusione. Non avrei avuto la mia villetta con giardino (dove già immaginavo un paio di cani e un gatto, a scorrazzare qua e là tra un acero giapponese una magnolia in fiore) ma di certo non ero disposta a rinunciare ad alcune cose:

1. GRANDE SPAZIO
2. DUE BAGNI
3. CUCINA INDIPENDENTE e GRANDE
4. BOX AMPIO E CANTINA (che non ho mai avuto)

ci sarebbe stato anche il giardino tra i miei punti fondamentali ma considerata la mia pigrizia e il mio pollice per nulla verde, pur piacendomi molto piante e fiori, ho deciso di sacrificarlo.

Ed ecco che uscendo dall'ufficio, proprio sopra la mia testa inizio a considerare degli appartamenti ENORMI. La parola "Appartamento" per me era quasi una vergogna, un volersi "ridimensionare" e continuavo a dire fra me e me: "Come potrei mai, dopo una vita passata in una villa indipendente GRANDE e SPAZIOSA, dover coesistere con almeno altre quattro famiglie nello stesso palazzo?" Non riuscivo ad arrendermi.  Mi ritrovo poi a leggere l'annuncio di vendita dei pochi appartamenti ancora disponibili nel palazzo. 

Due tipologie: 127 mq o 90 mq. 

Ovviamente la prima metratura ha IMMEDIATAMENTE attirato la mia attenzione. In quel momento la mia testa ha subito un reset: Ok, non è una villetta ma questo appartamento è grosso poco meno della villa in cui abiti ora (giardino e box esclusi, ovviamente), si può provare.  
Ed eccomi qualche giorno dopo con ragazzo e e genitori a visitare con impazienza la "candidata". Entro: non c'è la luce, non ancora. Non importa. Salone molto ampio, cucina e sala da pranzo separate: PERFETTO! Mancano le porte ma dai binari nelle pareti "cave" mi accorgo che saranno presto installate delle "Scrigno".Varco la non-ancora Scrigno che conduce alla zona notte: ripostiglio, DUE bagni, TRE camere da letto. E per un attimo mi devo fermare: "Ok, è LEI. Prendila, non pensarci su, PRENDILA." ma poi, per fortuna, scendo dalle nuvole e inizio a notare nel secondo giro meno "sognante" una serie di storture anche abbastanza gravi.

1. Il balcone. Molto piccolo, ringhiera traballante e quasi interamente arrugginita. Ovvero: altro denaro da tirare fuori ancor prima di averci messo piede.

2.Finiture scadenti. Piastrelle economiche, muri sporchi di cemento. (Non erano previsti altri lavori, tutto a carico del compratore)

3. TRE finestre nel salone di misure sproporzionate che occupano un'intera parete, rendendola inutilizzabile.

4. Termosifoni con pochi elementi e quindi non adatti alla grandezza delle stanze.

5. Finestre di cucina e sala da pranzo ALTISSIME (io raggiungo a mala 160 cm di altezza, non ci sarei arrivata senza scaletta!) e BUIE, con affaccio sul tetto piatto dell'area commerciale.

6.Box non incluso (e le condizioni dei box disponibili erano pietose).


Quella casa che di primo impatto mi era sembrata PERFETTA non lo era affatto. Dopo giorni a pensarci sopra: "Che facciamo, la prendiamo? A parte questo, quello, quest'altro e quell'altro, è grossa, è distribuita bene, ci sono tante stanze, c'è tanto spazio!"

Due giorni dopo, la notizia che per colpa di un fraintendimento tra ditta costruttrice e agenzia immobiliare, quella casa che ci aveva attratto ma verso la quale nutrivamo tantissimi dubbi, è stata venduta, andata, non c'è più. Tiriamo un sospiro di sollievo. Bene, ci hanno sollevato da una scelta in ogni caso difficile.  ìCi viene proposto di vedere l'altra tipologia di appartamento: "Vi piacerà, vedrete! Si adatta bene ad una coppia giovane come voi, AMPIO TERRAZZO!!"
Pur non essendo realmente interessata ci penso, già che ci sono: perché no?

un FLOP.

1. Terrazzo ben più grosso dell'appartamento, peraltro in condizioni PESSIME. Tutto da piastrellare, da riverniciare e probabilmente con qualche infiltrazione.

2.OPEN SPACE. Parola che da SEMPRE mi fa rabbrividire. Non riesco a concepire l'idea di entrare in casa e trovarmi, magari, i piatti o le tazze lasciate nel lavandino. NO, NO e NO.

3. UN SOLO BAGNO. 


Tralascio le finiture (ancora) scadenti e in questo caso senza ulteriori indugi RIFIUTO. NO, MAI E POI MAI!

Sconsolata mi convinco che forse è troppo presto, che magari più in là capiterà una buona occasione, quella giusta. Solo pochi giorni dopo, però, tutto cambia di nuovo. Sia io sia G.siamo caldi: abbiamo iniziato solo ora a vedere le case, non arrendiamoci! Ed ecco che un'innocente visita a Subito.it trovo in vetrina una casa, un appartamento. Nel mio paese, a due passi dalla villetta di famiglia. 

La descrizione è allettante, il prezzo forse un po' alto, ci sono le foto! OTTIMO. Comincio a leggere:

CUCINA ABITABILE, SALONE, 2 BAGNI, 2 CAMERE DA LETTO, TERRAZZO, BALCONCINO, BOX E CANTINA. 

Superficie 97mq (esclusi terrazzo, box e cantina). Reduce dalla delusione dell'ideale appartamento da 127mq decido di vederlo, prima di esaltarmi e di presentarmi alla porta del venditore con l'assegno in mano. 

Il venditore è una persona amica di famiglia, piacevole sorpresa. Ci lascia visitare la casa che subito ci rapisce (ma cerchiamo, con difficoltà, di non farlo notare) i lavori da fare ci sono ma è PERFETTA. Ci vengono lasciate addirittura in mano le chiavi per poterla visitare soli, senza impegno e poi decidere.

Questa volta nessun dubbio: è lei.

Così dopo una serie di trattative e accordi ci troviamo finalmente una sera di fine ottobre a firmare il contratto per la nostra PRIMA CASA. 

Giovedì 29 ottobre, ore 19. 

Contratto ("contratti" in realtà, ma ne parleremo più in là) firmato e la casa è diventata NOSTRA ufficialmente dal 1 Novembre 2015.


Sono già passati sei mesi dalla firma e qualcosa è cambiato. Ne parlerò più avanti, trattando altri temi ma ci tenevo a raccontarvi la storia di quando, FINALMENTE, ho ricevuto delle chiavi di casa tutte mie.

lunedì 9 maggio 2016

Nuovo BLOG, nuova avventura

Ed eccoci qui. 
Come ho scritto nella mia presentazione, mi chiamo Valentina, sono laureata in Lingue e Letterature Straniere, amo leggere e amo tutto ciò che riguarda l'ambiente domestico compresi: arredamento, decorazioni, ordine e cura della casa, ricezione degli ospiti,cucina casalinga e molto altro.
Il titolo del mio blog l'ho scelto perché scegliendo il tema della casa non potevo non sfruttare la mia reputazione da vicina "singolare". In questo mio spazietto virtuale intendo trattare tutti i temi legati all'ambiente domestico, parlandovi della mia casa, del mio ambiente e delle mie passioni cercando di deliziarvi con qualche informazione, trucchetto o aneddoto di tanto in tanto! 
Quello che state leggendo è dunque un lifestyle blog e spero ne rimarrete colpiti, scegliendo di vivere con me questa avventura.

Vi do appuntamento a domani per il primo post!


Natale è qui!

Alla fine Natale sta arrivando... Giusto ieri sera ho svolto con i miei alunni serali del corso di inglese una scheda sul Thanksgiving,...