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martedì 14 novembre 2017

Non cambio mai

Credevo che sarei stata puntuale nella pubblicazione dei post e invece, anche questa volta...



Negli ultimi mesi la mia vita ha subito diversi cambiamenti. Il primo è stato...

LEI 

Appena arrivata a casa, neanche 2 mesi.


Oggi, 6 mesi. 


Brianna è decisamente il cambiamento più grande. Come vi ho già scritto, ho già avuto cani, ho già avuto questo tipo di cane ma ovviamente ognuno è uguale e lei è veramente, decisamente, incredibilmente PESTIFERA.

... ma la adoro, ovviamente. 

Avendo io un lavoro "mutevole" facendo ripetizioni/ lezioni a ragazzi, ogni anno cambia qualcosa. Ho perso 3 ragazzi, ne ho presi altri 3 e ho iniziato a tenere un corso di inglese per adulti, oltre ovviamente alle mie traduzioni, quelle continuano sempre. 

Ho subito un lutto di un familiare, dopo un periodo comunque veramente difficile. Ho vissuto delle vacanze strane, dei periodi ancor più strani. 

Insomma cose belle, cose brutte, cose tristi, in parole povere = VITA. 

Voglio però tornare a scrivere sul mio blog e il mio intento, ad onor del vero, sarebbe girare dei Vlogmas su YouTube (ho un canale ma non ho mai avuto il coraggio di pubblicare nulla) e anche dei post natalizi.

Vedremo un po'... Nel frattempo vi saluto e vi do appuntamento a domani!

mercoledì 14 giugno 2017

Yoshi

Questo post per me è molto difficile e lo scrivo come se fosse una specie di diario intimo, perdonatemi quindi se non vi sentirete coinvolti  in prima persona ma, per una volta, sto scrivendo solo ed esclusivamente per me stessa.

Yoshi.



Chi era Yoshi? Yoshi era un cane, uno shih-tzu se vogliamo essere precisi. Aveva il pelo morbido (ma sempre pieno di nodi), la coda a ricciolo in continuo movimento, due occhi tondi, scuri ed estremamente espressivi, un nasino nero umidiccio dalla forma vagamente simile ad un cuore e un vocione forte e tonante che forse sarebbe stato più appropriato per un cane di 20-30 kg e non ad un piccoletto di 5-7 kg. 
Lui era testardo, era furbo, affettuoso (se gli conveniva esserlo!) e detestava stare da solo. Era piccolo e poco rumoroso eppure era sempre in grado di far avvertire la sua presenza, pur standosene sdraiato "per i fatti suoi" tenendo sempre un occhio vigile per essere pronto a spostarsi qualora fosse stato lasciato solo, anche per pochi minuti, in una stanza. 
Sì, era una presenza importante la sua al punto che quando se  n'è andato sei mesi fa,si è lasciato "alle spalle" (e perdonatemi se uso questa espressione per un cane) un vuoto terrificante, una voragine, che probabilmente non riuscirò mai a colmare.


Potrei raccontare centinaia di aneddoti su di lui. Dal modo in cui ululava quando lo istigavo canticchiando mo' di cantilena il suo nome, alla sua passione per cuscini, braccioli, divani e tutto quanto potesse farlo stare "più in alto" fino ancora al modo particolare in cui mi porgeva entrambe le zampe stiracchiandosi nonostante nessuno glielo avesse mai insegnato. Finirei però col farmi trasportare dai ricordi, ignorando il motivo per il quale sto scrivendo questo post.  

Perché Yoshi non era solo pelliccia e una serie di azioni che forse molti altri cani fanno, anche se in cuor mio continuo a pensare che non sia così e che lui fosse speciale. Per me è stato un amico, un fratello, un compagno di giochi, una certezza. Ho vissuto con lui metà della mia vita e salutandolo, quel terribile giorno nel quale è uscito dalla porta di casa dei miei genitori, in braccio a mio padre, senza più tornare, è come se avessi detto addio ad una parte di me, quella migliore. 
Grazie a lui ho scoperto quanto si possa amare incondizionatamente un altro essere vivente e non mi riferisco all'amore di un cane verso il suo padrone ma al contrario. Ho voluto bene a Yoshi come a nessun altro. Per diverso tempo, dopo la sua morte, mi sono chiesta che senso potesse avere la mia vita dal momento che l'oggetto principale delle mie attenzioni, il mio sollievo, la mia "valvola di sfogo", in certi casi, non esisteva più.


Ultimamente poi, data la sua grave malattia sia io sia mia madre avevamo organizzato le nostre giornate attorno a lui, preoccupandoci che mangiasse, che bevesse e che non si facesse del male (era cieco, da quasi due anni), facendo a volte l'impossibile per permettergli di vivere agiatamente i suoi ultimi momenti di vita, trovando qualche piccola gioia in quelle ormai rare occasioni nelle quali tornava ad essere se stesso. Da tempo infatti le mie giornate assumevano sfumature positive o negative in base alle sue condizioni di salute.


Credo che chi non ha mai avuto un cane non possa veramente capire il senso di spaesamento che ho provato quando mi ha lasciata e di quanto sia difficile, ancora oggi, per il mio cervello rinunciare a quei gesti, diventati automatici, relativi a lui. Per esempio, aspettarmi di trovarlo scondinzolante davanti alla porta, oppure osservare gli spazi vuoti fino a pochi mesi fa occupati dalle sue cucce, fare attenzione a non "calpestare" la ciotola dell'acqua vicino alla lavastoviglie (ciotola che, ovviamente, non c'è più) o ancora avanzare dei pezzetti di carne pensando: "li mangerà lui".


Ho avuto la fortuna di poter trascorrere ben diciassette anni e mezzo con Yoshi e guardandomi indietro ripenso alla nostra storia insieme come ad una meravigliosa storia d'amore e di amicizia, di come una bambina un po' timida, un po' viziata e con qualche difficoltà a farsi delle vere amicizie (cosa che, ahimè, è anche peggiorata negli anni) abbia aperto il suo cuore ad un piccolo e buffo cagnolino dormiglione (sì, stava dormendo quando l'ho "scelto") mettendolo piano piano al primo posto tra le proprie priorità.



Fatalmente, se n'è andato un mese dopo il mio trasferimento definitivo nella mia attuale casa. 

Come ho già detto, sono un'avida consumatrice di libri e una grande amante della letteratura e ho voluto vedere un segnale dietro tutto questo, una specie di "metafora". Yoshi se n'è andato portandosi dietro la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia innocenza. Lui mi ha accompagnata in quella fase della mia vita nella quale sono diventata ciò che sono ora: una donna. 

Tra pochi giorni, il 21 Giugno, sarebbe stato il suo diciottesimo compleanno. So già che sarà un giorno veramente difficile, probabilmente l'ultimo doloroso step che dovremo superare in famiglia dopo il primo Natale senza di lui, il primo viaggio a Rimini senza di lui, i primi caldi senza vederlo gironzolare per il prato per poi ripararsi all'ombra sotto l'acero...

Qualche riga sopra ho scritto che se mi fossi fatta trascinare dai ricordi non sarei stata in grado di portare a termine l'obiettivo che mi ha spinta a scrivere questo post ovvero: lasciarlo andare. 

Perché no, non l'ho ancora fatto completamente. Certo, non mi illudo di riuscirci dopo aver terminato la scrittura di questo post. Si tratta di un processo che, probabilmente, impiegherà ancora del tempo, anni forse. Eppure oggi mi asciugo le lacrime (molte), faccio un respiro profondo e ripeto a me stessa: Yoshi non c'è più e non tornerà. Sii grata per tutto ciò che ti ha dato, tieni ogni ricordo e insegnamento prezioso dentro al tuo cuore ma vai avanti, cresci, cresci ancora.

Ho bisogno di (almeno) iniziare questo processo per poter permettere al nuovo cane che arriverà di far parte della mia vita. Cane verso il quale, sicuramente, avrò un atteggiamento diverso e più maturo grazie all'esperienza con Yoshi e ovviamente anche per il fatto che io ora sia cresciuta. 

Con ciò non voglio assolutamente dire che ho intenzione di dimenticare Yoshi né di rimpiazzarlo beceramente. Non sarebbe assolutamente possibile. Lui per me è stato TANTE prime cose, tante prime meravigliose scoperte. Rimarrà SEMPRE un gradino sopra qualunque altro animale perché è stato il primo. Un meraviglioso animale che auguro ad ogni bambino di incontrare. Io ho sempre avuto una grande passione nei confronti degli animali, è una "dote" di famiglia, eppure sono sicura che un cane come Yoshi sarebbe stato in grado di intenerire anche il cuore del bambino più diffidente e disinteressato. Di certo, ha suscitato affetto in tanti adulti totalmente disinteressati al mondo canino-animale. 

Il mio piccolo meraviglioso cane, ora è un quadrupede con ali e aureola e lo dico, con convinzione, pur non credendo in nessun Dio o divinità di qualsiasi genere. Dubito anche della stessa esistenza del Paradiso ma penso che se esistesse davvero lui ci sarebbe.... se le favolette sul Paradiso e la vita ultraterrena sono reali, allora quando verrà il mio momento (e spero egoisticamente il più tardi possibile) so che lo troverò là ad aspettarmi.



Grazie per tutto Yoshi, grazie per esserci sempre stato. ti amerò per sempre. Vale

martedì 6 giugno 2017

L'estate è arrivata!

Finalmente è arrivato giugno! 
Per il terzo anno di fila sono riuscita a godermi il "ponte" (ponticello, visto che sono stati solo tre giorni...) del 2 giugno, Festa della Repubblica.



Quest'anno siamo andati sempre nei dintorni di Rimini ma non al solito posto bensì a Bellaria. Un paese veramente SPLENDIDO che ha immediatamente colpito tutti noi (come al solito sono partita con il mio compagno e i con i miei genitori). 





Negozi, movimento, VITA. Bellaria il 2-3-4 giugno piena come fosse ferragosto e il clima caldo, oltretutto, ha reso il weekend ancor più splendido! Tre giorni di mare, di sole, di spiaggia. Esattamente ciò di cui avevo bisogno. Essendo Bellaria una città molto bella non ci siamo praticamente spostati, al contrario di come facciamo di solito. Ci siamo concessi la classica capatina al mercato di Cesenatico, il venerdì mattina. E infatti, mentre lo scorso anno il leitmotiv dei miei acquisti fuori casa è stato "accessori e utensili per la casa" quest'anno l'unico oggetto acquistato è stato questo:


La prima cuccetta per la mia cagnolina. In realtà non ho sentito il bisogno di acquistare altro, ero troppo rapita dal mare e dal clima "vacanza"per poter anche solo pensare ad altro. Ho scoperto, inoltre, una gelateria deliziosa.



Caffé del Fauno. Dove ho assaggiato un ottimo gelato vegano ma un ancor più buono gelato classico (quello della foto). 
Un'altra chicca della vacanza è stata l'Air Show con le frecce tricolore, visto direttamente dalla spiaggia. Vi lascio qualche foto.




Consiglio di tenere d'occhio questo tipo di evento per chi ancora non l'avesse visto perché decisamente MERITA di essere visto da vivo: è da pelle d'oca!
Purtroppo anche se sono tornata soltanto nella notte tra domenica e lunedì, la breve parentesi della vacanza è solo un bel ricordo... casa, lavoro, casini vari hanno già rimpiazzato quella bella sensazione da "estate addosso" che mi ha lasciato il mare. E, infatti, appena chiuderò questo post dovrò iniziare a sistemare casa (*ugh*) e terminare di preparare il lavoro per oggi...

Per cui, vi auguro una buona giornata. Alla prossima!

martedì 30 maggio 2017

+1

Buongiorno! 
Ieri ho scritto che oggi avrei parlato di una novità piuttosto importante che a breve modificherà la mia vita. Vi lascio una foto come indizio...

Scommetto che qualcuno avrà pensato ad una gravidanza...


Che mai ci farà questo libro sulla cassettiera della mia camera da letto? 
Ecco, dovete sapere che questo libro ha in realtà diciotto anni, infatti era stato acquistato dai miei genitori tempo fa per imparare a conoscere il nuovo cucciolo appena entrato a far parte della famiglia. Il nostro amato Yoshi.




Yoshi è.... era, uno shih-tzu che ci ha tenuto compagnia per ben diciassette anni e mezzo e ci ha lasciati, portando con sé una parte del cuore mio e dei miei genitori, il 15 dicembre 2016 dopo una lunga malattia cardiaca e una serie di complicazioni. 
Io e lui siamo cresciuti insieme, è stato il regalo per il mio nono compleanno e ancora oggi lo ritengo il dono migliore che mi sia stato fatto. Sono sicura che scriverò un post interamente su di lui che, certamente, non interesserà a nessuno ma dopo cinque mesi dal suo "addio" sento il bisogno o meglio, mi sento pronta, per parlarne.
Ad ogni modo, tornando all'argomento del post, quel libro si trova lì perché ho bisogno di un ripasso per prepararmi all'arrivo del mio nuovo cucciolo di shih-tzu. 




Queste foto me le ha mandate l'allevatrice e sono di un paio di settimane fa, ora lei ha quasi un mese e sta iniziando a camminare. Dato lo svezzamento e il tempo di effettuare chip e vaccini, potrò portarla a casa solo la seconda settima di Luglio. 
Molti leggendo questa notizia e il pezzetto che ho scritto su Yoshi, penseranno che i miei sentimenti nei suoi confronti non siano sinceri, dal momento che solo dopo cinque mesi ho deciso di portare a casa un cucciolo della sua stessa razza e, ve lo confesso, scegliendo quello che avesse le "macchie" più simili alle sue. 
In realtà la mia scelta è stata piuttosto sofferta. Ho sempre vissuto con cani, infatti quando sono nata i miei genitori avevano già un cagnolone di cinque anni e qualche anno prima che anche lui se ne andasse è arrivato Yoshi, rendendo così la mia vita in compagnia di un cane qualcosa di "normale", di abitudinario. 
Infatti, la morte di Yoshi mi ha lasciato un vuoto dentro, Un vuoto che, sicuramente, nessun altro cane potrà colmare eppure so di aver dato tutta me stessa nel curare e nel voler bene a Yoshi, anche nei momenti più duri della sua malattia. 

Una delle ultime sue foto...

Per me un cane non è solo un animale. Yoshi per me è stato un fratello (sono figlia unica), un amico, un compagno di avventure, una certezza. Sono talmente abituata ad avere questo tipo di compagnia da non riuscire a tollerarne l'assenza, ancor più ora che non abito più insieme ai miei genitori e mi capita, delle volte, di trascorrere ore in solitudine nell'attesa che il mio compagno ritorni. 
Ecco, da dove parte la mia decisione di prendere un altro cucciolo. 

Ma perché proprio questa razza? 
Egoismo, probabilmente. Mi piacciono tutti i cani (e i gatti!) ma al  momento della scelta ho sentito dentro di me che se non avessi optato nuovamente per uno shih-tzu non l'avrei sentito mio, perlomeno nei primi mesi di vita insieme. 

L'unica differenza è che sarà una femmina. Il primo animale femmina di tutta la mia vita. 

E così, a quasi 27 anni, mi ritrovo ad accogliere nuovamente un cagnolino nella mia famiglia. A ricominciare daccapo. In tutta onestà, ho deciso di riprendere in mano questo blog per tenere un diario su lei. Ho GB infiniti di fotografie e video di Yoshi e sono certa che anche con lei sarà lo stesso.

Natale è qui!

Alla fine Natale sta arrivando... Giusto ieri sera ho svolto con i miei alunni serali del corso di inglese una scheda sul Thanksgiving,...