Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post

martedì 24 maggio 2016

Il prezzo della sicurezza: scegliere un impianto di allarme


Buongiorno o meglio, buonasera a tutti! Mi rifaccio viva dopo una settimana in realtà piuttosto impegnativa, nella quale non ho avuto tempo (e voglia) per scrivere qualcosa di decente. Con il post di oggi voglio parlarvi di impianti di allarme, di cosa ho scelto io tra le varie proposte e cercherò come sempre di dare un piccolo consiglio in base alla mia esperienza.



La frequenza dei furti nelle abitazioni è aumentata nel corso degli anni, rendendo INDISPENSABILI l'adozione di misure di sicurezza per cercare di prevenire il problema. Per chi abita in zone residenziali o in piccoli paesi di campagna come il mio principalmente costituiti da villette o bi-ville, il problema dei furti non è affatto da sottovalutare e iniziare a pensare da subito a come proteggersi è fondamentale. 
Per quanto riguarda me, non abito in una villetta ma la composizione del mio appartamento (con ingresso all'esterno, solo un piano e niente portineria) lo rende più vulnerabile e, sfortunatamente, molto interessante per eventuali malintenzionati. Quando io e G. abbiamo iniziato ad informarci su casa nostra, siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel leggere nell'annuncio la voce “impianto di allarme”. Eravamo dunque convinti di avere qualcosa in meno a cui pensare.

Purtroppo, ci sbagliavamo.

Il sistema installato in casa nostra era molto vecchio e non più funzionante. Si tratta di un impianto di GT Casa Alarm, di più di quindici anni fa. Per quanto fosse stato all'avanguardia a quei tempi, al giorno d’oggi risulta essere del tutto sorpassato. Inoltre, essendo collegato alla rete telefonica fissa e avendo scelto io e G. di non dotarci di telefono fisso (sapete, al giorno d’oggi i piani tariffari dei cellulari da 10€ rendono del tutto inutile la linea fissa!) avrebbe funzionato solo come dissuasore e gli stessi rilevatori posizionati in camera da letto, cameretta e salone, avrebbero reso impossibile l’inserimento dell’allarme con noi dentro, facendoci sentire prigionieri di casa nostra.


L’allarme che vedete in foto è quello che abbiamo trovato in casa nostra, esclusi i rilevatori per le finestre (sulle nostre griglie sono stati messi,  con il biadesivo, dei rilevatori a pile, totalmente inutili e disattivabili anche da un bambino!) e per il quale essendo così datato, non avremmo più ricevuto alcuna assistenza. Abbiamo quindi richiesto qualche preventivo, anche dallo stesso elettricista di fiducia di famiglia, che ha installato l’impianto a casa dei miei genitori, una ventina di anni fa. Il costo di 1400€ ci ha un po’ scoraggiati, tuttavia gli altri preventivi non erano da meno e dunque eravamo propensi a fare quattro conti e metter da parte il denaro necessario per pagare quella cifra.
Qualche settimana più tardi, però, mio padre in uno dei suoi soliti giri “esplorativi” di internet ha trovato un’offerta apparentemente interessante. Questa di verisure:



299€ contro i 1400€ chiestici dagli elettricisti era di certo una proposta accattivante e naturalmente non abbiamo esitato a contattare un venditore per saperne di più. Tuttavia, come al solito, ciò che sembra troppo bello per essere vero in realtà è davvero troppo bello per essere vero. Il venditore infatti, dopo un sopralluogo ha stabilito che casa nostra non fosse idonea per il kit “base” che includeva due telecamere, un rilevatore e sei telecomandi. Per essere “al sicuro” avremmo dovuto installare un rilevatore ad ogni finestra e porta e la cifra sarebbe passata da 299€ a 699€. Sarebbe comunque rimasto un prezzo interessante, se non fosse stato per un abbonamento FONDAMENTALE di 56€ al mese per 36 mesi, da sommarsi ad una cifra di “entrata” di 250€. Inoltre, cosa che abbiamo scoperto solo dopo, l’apparecchio installato dopo i tre anni di “comodato” se avessimo scelto di non rinnovare il contratto di vigilanza da 56€ al mese, sarebbe ritornato in possesso della ditta, lasciandoci letteralmente con un pugno di mosche e riportandoci alla situazione iniziale. Non vi sto poi ad spiegare nel dettaglio altre “storture” di questo contratto che abbiamo riscontrato (vi dico solo che i 299€ del kit base da ampliare con i pezzi “necessari” erano in “scadenza” e sarebbero presto passati a 399€, il preventivo era di TRE giorni e l’agente ci ha telefonato per avere una conferma dopo DUE giorni, nemmeno il tempo di pensarci sopra!).

Naturalmente abbiamo rifiutato.

Tuttavia, ci era piaciuta l’idea di un allarme controllabile da cellulare (come quello già consultato e archiviato) e che offrisse un servizio di vigilanza. Dopo una serie di ricerche, siamo giunti ad una soluzione simile, Sicuritalia.



Già dall'approccio iniziale con il (giovanissimo!) venditore, l’azienda ci è sembrata ben più seria di Verisure, il sopralluogo ha confermato l’idoneità di casa nostra al kit base (anzi, il ragazzo ci ha sconsigliato di spendere denaro inutilmente in aggiunte in realtà non necessarie!) dopo una spiegazione, un preventivo onesto aggiunto al costo mensile per il servizio di vigilanza (leggermente inferiore a quello di Verisure) e soprattutto al fatto che l’apparecchio rimarrà nostro se un giorno decidessimo di rinunciare al servizio di vigilanza (rendendolo un allarme “classico”) permettendoci  inoltre di usufruire della detrazione del 40% prevista dalla legge per chi installa misure di sicurezza (allarmi, porte blindate ecc…) da inserire nel 730 recuperando una parte del denaro speso, abbiamo deciso di accettare.



Il kit include: un tastierino, quattro badge (chiavette con chip), una sirena, due telecamere e un allarme per finestra (non vi mostro la collocazione di questi ultimi, per sicurezza) e naturalmente un’applicazione tramite la quale è possibile inserire/disinserire le varie zone dell’allarme, richiedere fotografie di “sorveglianza” e controllare chi è entrato in casa e quando.


Abbiamo questo allarme da poco più di tre settimane ma per il momento ci riteniamo piuttosto soddisfatti. La casa risulta ben coperta, l’app è semplice e intuitiva da gestire e abbiamo avuto prova dell’efficienza del servizio di videosorveglianza quando una sera (a sistema appena installato) dopo aver “pasticciato” con l’applicazione togliendo e mettendo l’allarme per provarlo, abbiamo ricevuto una chiamata da parte della centrale operativa (era l’1 di notte passata) chiedendoci se fossimo stati noi a toglierlo e se tutto fosse a posto.

Ovviamente, sommando le varie rate e il costo dell’apparecchio, la cifra non è di molto inferiore ai 1400€ richiesti dagli elettricisti, che però ci avrebbero installato un allarme “classico”, per il quale se avessimo voluto protezione avremmo comunque dovuto contattare un servizio di vigilanza a pagamento (e il servizio di guardia notturna che gira nella via dei miei genitori è abbastanza “discutibile”). Il risparmio dunque è stato piccolo ma i vantaggi, siamo certi, siano maggiori.

Se sia meglio questo sistema o quello classico al quale sono stata abituata da sempre a casa dei miei genitori (perimetrale e zonale con inserimento a chiave) ve lo saprò dire probabilmente tra un paio d’anni ma, per il momento, non mi trovo pentita di questa scelta e consiglio a chi dovesse scegliere ancora un sistema di allarme, di contattare Sicuritalia e sentire cosa hanno da offrirvi. 

giovedì 12 maggio 2016

Affitto o compro?


È inutile negarlo, siamo in un periodo economico particolarmente sensibile ed escludendo quei fortunati che non hanno avuto alcun disagio, la maggior parte di noi deve o ha dovuto conviverci. Nel mio primo post vi ho accennato alla situazione economica mia e di G. piuttosto precaria che non ci ha permesso di acquistare serenamente, senza pensarci troppo, la nostra casa. Eppure sulle carte è praticamente nostra, paghiamo le tasse e paghiamo le spese condominiali per intero, questo perché abbiamo firmato un contratto dalla forma di affitto a riscatto.
Voglio innanzitutto specificare che la mia è una situazione particolare. Conoscendo il venditore abbiamo potuto stilare una forma di contratto molto flessibile e il margine di contrattazione è stato molto ampio. Non vi starò dunque a spiegare ESATTAMENTE  i particolari dei miei contratti (sì, sono due).

Ma che cos’è esattamente l’affitto a riscatto? Un affitto, banalmente,  abbinato ad un intento di acquisto futuro. Per un determinato periodo di tempo (che va dai 2 ai 5 anni) pagherete una rata per la casa che nella quale abitate. Allo scadere del tempo potrete acquistare la casa al prezzo stabilito IN PRINCIPIO dal venditore oppure continuare ad affittarla, stilando un altro contratto questa volta però regolare di affitto. Il vantaggio risiede nel fatto che se deciderete di acquistare, una parte o tutto quello che avrete versato per l’affitto negli anni di durata del contratto vi verranno scalati dal costo totale dell’immobile.

Si tratta di un temporeggiamento, forse nella speranza che nel corso degli anni le sorti economiche degli inquilini migliorino permettendovi o di acquistare la casa versando la somma restante oppure di ottenere un mutuo (e al giorno d’oggi non è più così facile da ottenere!). Questa perlomeno è stata l’idea che ha spinto me G. a optare per questa formula.  
Sfortunatamente ad oggi, nonostante blog e siti millantino contratti ufficiali, non ne esiste ancora uno VERO E PROPRIO che definisca in modo rigido questa interessante soluzione (ce ne sono tanti di diverse forme, comunque). Il mio consiglio è quello di parlarne con l’agente immobiliare (nel caso, appunto, stiate acquistando tramite agenzia) oppure di cercarne uno piuttosto informato e pratico che possa aiutarvi a stilare un contratto vantaggioso per entrambe le parti, come è successo a me.
Il grande vantaggio del comodato, come vi ho detto, è la possibilità di non perdere almeno una parte (o tutto, questo dipende dal vostro contratto!) di quello che avete versato negli anni. Sappiamo che al giorno d’oggi possedere una casa di proprietà, specialmente se si è giovani, è un gran vantaggio.  Checché se ne dica, i prezzi degli immobili sono praticamente sempre in aumento (e MAI in perdita) e il  “mattone” è sempre l’investimento più sicuro. Nel mio caso ho potuto contare anche sull'appoggio dei miei genitori che fortunatamente godono di una situazione economica piuttosto serena ma, parere mio, se avete intenzione di prendere una casa e siete indecisi tra affitto e acquisto, considerate questa nuova ed interessante opportunità. L’affitto, forse meno impegnativo, in realtà vi porterà nel corso degli anni ad avere in mano un pugno di mosche e qualsiasi modifica apporterete al vostro appartamento non è detto che vi venga riconosciuta dall'affittuario se deciderete in futuro di rendere le chiavi!


Come sempre spero di esservi stata un pochino utile in questo post semi-impegnato. Vi do appuntamento domani per qualcosa di più leggero.

Natale è qui!

Alla fine Natale sta arrivando... Giusto ieri sera ho svolto con i miei alunni serali del corso di inglese una scheda sul Thanksgiving,...